Le truffe telefoniche continuano a rappresentare una minaccia crescente per i cittadini italiani con chiamate diffuse e insidiose.
Il fenomeno del Wangiri, termine giapponese che significa letteralmente “una sola suonata e poi via”, è una tecnica di frode telefonica che consiste nel ricevere uno squillo da un numero straniero, spesso estero, seguito da un rapido riaggancio da parte del chiamante. La chiamata, apparentemente innocua e priva di contenuto, ha l’unico scopo di indurre la vittima a richiamare il numero ricevuto. Questi numeri, però, sono in realtà numeri a tariffazione speciale, che possono generare costi molto elevati – anche di diverse decine di euro al minuto – a carico dell’ignaro utente.
In Italia, nonostante la truffa sia nota da anni – i primi casi risalgono al 2002 – essa continua a mietere vittime e a evolversi in forme sempre più sofisticate. Alcune varianti di Wangiri si spingono oltre, abbonando le vittime a servizi a pagamento attivati a loro insaputa, rendendo la truffa ancora più subdola e difficile da individuare.
Numeri e prefissi a rischio: da dove arrivano le chiamate
I numeri utilizzati per il Wangiri vengono spesso generati in modo casuale tramite software automatizzati, i cosiddetti “robocall”. Questi numeri provengono in larga parte da prefissi esteri, ecco i più frequentemente segnalati in Italia:
- +375 (Bielorussia)
- +53 (Cuba)
- +33 (Francia)
- +383 (Kosovo)
- +371 (Lettonia)
- +218 (Libia)
- +370 (Lituania)
- +373 (Moldavia)
- +44 (Regno Unito)
- +381 (Serbia)
- +27 (Sudafrica)
- +255 (Tanzania)
- +216 (Tunisia)
- +563 (Valparaíso)
- +678 (Vanuatu)
Tuttavia, la lista non è esaustiva: è fondamentale mantenere un alto livello di attenzione anche verso numerazioni che non rientrano in questa casistica. Per esempio, chiamate provenienti da negozi o uffici situati in città o regioni lontane dovrebbero destare sospetto e non ricevere risposta. Per verificare rapidamente se un numero è associato a spam o truffa, esistono servizi online gratuiti che permettono di consultare blacklist aggiornate in pochi secondi.

Per difendersi efficacemente dalla truffa Wangiri, l’unico metodo infallibile è non richiamare mai un numero sconosciuto che abbia effettuato uno squillo. La curiosità, in questo caso, può costare molto cara. Bloccare singoli numeri è spesso inutile, poiché i truffatori utilizzano migliaia di numeri diversi, cambiandoli costantemente per eludere i filtri.
Una misura più drastica, ma efficace, è il blocco di tutte le chiamate in entrata da prefissi esteri, opzione disponibile sulla maggior parte degli smartphone e gestori telefonici. Tuttavia, questa soluzione potrebbe impedire di ricevere chiamate legittime da contatti esteri, quindi va valutata in base alle proprie esigenze personali o professionali.
In alternativa, è possibile affidarsi ad applicazioni specializzate come Truecaller e simili, che utilizzano database di numeri segnalati come spam o truffa per bloccarli automaticamente. Queste app possono anche essere configurate per bloccare interi prefissi internazionali, riducendo così i rischi senza eliminare completamente le chiamate internazionali legittime.
Infine, le autorità italiane, insieme ai gestori telefonici, invitano i cittadini a segnalare ogni tentativo di truffa al numero gratuito 160, servizio clienti che offre assistenza e supporto per il blocco e la prevenzione di queste frodi.
Il contesto italiano e la diffusione del fenomeno
In Italia, dove la popolazione supera i 58 milioni di abitanti e il mercato telefonico è ampio e diversificato, il fenomeno delle chiamate truffaldine è particolarmente rilevante. Il Paese, membro fondatore dell’Unione Europea e con uno sviluppo tecnologico avanzato, si trova comunque esposto a queste minacce digitali, che si evolvono con la diffusione di nuove tecnologie e metodi di comunicazione.
La peculiarità del Wangiri risiede nella sua semplicità e nel costo relativamente basso per i truffatori, che possono automatizzare migliaia di chiamate con un minimo investimento, generando profitti elevati a danno degli utenti. Le vittime, spesso ignare del meccanismo, possono vedersi addebitare sul conto telefonico somme ingenti o attivare inconsapevolmente abbonamenti a servizi a pagamento.
Per questo motivo, la sensibilizzazione e la formazione degli utenti rappresentano strumenti fondamentali per contrastare efficacemente questa forma di truffa. Conoscere il funzionamento del Wangiri e adottare comportamenti prudenti sono passi indispensabili per proteggersi e tutelare i propri dati personali e risorse economiche.
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